Il concetto di metafisica nel pensiero moderno

Metafisica e scienza

Nel pensiero moderno ad oggi, il concetto di metafisica fluttua ancora fra i due poli dell' interpretazione aristotelica.

Francesco Bacone attribuisce alla metafisica la determinazione delle cause formali e finali, in opposizione  alla fisica che si limita alle cause materiali ed efficienti.

Un'antitesi simile si ha anche in Leibniz, per il quale la materia ed il movimento sono puri fenomeni "fisici" mentre, fanno parte della metafisica, la sostanza e la forza.

Per Cartesio, oggetto della metafisica sono le sostanze spirituali, la cui essenza è il pensiero, cioè Dio e le anime umane.

Per illuministi come Condillac e D'Alembert, la metafisica è la ricerca preliminare sull'origine delle idee, in contrapposizione alla metafisica tradizionale.

Durante l'illuminismo la nozione di metafisica assume un'accezione dispregiativa in quanto viene accusata di apriorismo (intuizioni intellettive e idee innate,ossia nate prima di ogni esperienza sensibile) e verbalismo ( cura eccessiva dell'espressione verbale, la cui ridondanza rivela scarsità di contenuti e riduce l'importanza delle idee espresse).

Nella prima metà del 1700, Wolff tentò una distinzione fra la "metafisica generale", o ontologia, e la "metafisica speciale" costituita da tre scienze razionali:

1) la Psicologia, ossia la scienza dell'anima

2) la Cosmologia, ossia la scienza del mondo come totalità

3) la Teologia, ossia la scienza di Dio

Per Kant, la metafisica è "conoscenza razionale pura per concetti", diversa tanto dalla conoscenza empirica, quanto dalla conoscenza matematica. Per Kant esiste una metafisica della natura, che è "immanente" poiché riguarda il campo della nostra esperienza possibile, ed una metafisica "trascendente" rivolta cioè al sovrasensibile e all'incondizionato ed alla quale Kant, nella "Critica della Ragion pura", pur ammettendo il fatto che nell' essere umano è del tutto naturale l'aspirazione alla conoscenza dell'anima, del mondo e di Dio, rivolge una critica distruttiva che segna il culmine dell'illuminismo e al contempo anticipa le posizioni dell'empirismo del Novecento.